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L’ARTE DELLO SGUARDO nei collages di Albino CaramazzaOsservando le opere di Albino Caramazza si pensa d’istinto alle sperimentazioni visive del primo Novecento, quando la tecnica del papier collé divenne il linguaggio espressivo di una nuova forma d’arte, spesso di protesta e identificativa di un periodo storico molto fervido.Per definire il metodo del collage che l’artista ha trasformato in un marchio di riconoscibilità delle sue opere, bisogna cogliere i diversi aspetti che lo contraddistinguono.Agrigentino di nascita ma torinese d’adozione, si avvicina alla pittura disegnando prevalentemente a carboncino, solo in seguito perverrà al colore e all’analisi di particolari espressivi eletti essenzialmente nella ritrattistica femminile.I volti sono per definizione il fulcro di chi guarda l’opera, la poetica dell’immagine traspare dagli sguardi che Albino riesce sempre a cogliere, non solo nella verosimiglianza, ma come espressione di un sentimento e di una passione manifesta. Questo è il punto nodale del suo essere artista.Che siano omaggi ai grandi maestri o personaggi nati dalla sua creatività, quello che sposta l’occhio altrove non sono le scritte che s’intravvedono, non sono le sovrapposizioni perfette ma l’intensità e l’energia scaturite da una ricostruzione iconica liberata dalla forma segnica precostituita.Lo sguardo e una propensione verso l’altro, la disponibilità all’incontro e contemporaneamente alla relazione; lo sguardo è una questione d’identità.Un’identità diventata tratto distintivo e che Albino Caramazza ha saputo trarre dalla passione per l’arte e per il collezionismo; una tecnica totalmente originale con la trasformazione di semplici bustine di zucchero in opere d’arte a pieno titolo.Un lavoro certosino all’insegna della meticolosità e della pazienza, abilmente operato con una tecnica di alta precisone che nel tempo non solo è mutata, ma si è andata affinando sempre più.Negli anni riceve molte commissioni, la sua capacità espressiva lo elegge un ritrattista singolare ed elegante. Nonostante ciò sceglie di realizzare solo opere con le quali entra davvero in sintonia e che sente di poter interpretare al meglio, una peculiarità rara che implica la consapevolezza del se e della ricerca indagata dell’altro.Per Paratissima espone ormai da diversi anni con un riconoscimento di pubblico confermato e consolidato nel tempo, che lo qualifica come uno degli artisti più innovativi del panorama artistico contemporaneo.Simonetta Pavanello febbraio 2017



Albino Caramazza