Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player.

Homepage Galleria Biografia Recensioni la libertà paratissima the mag la stampa corriere dell'arte torino contemporary art arteglobale elena piacentini cronaca qui franca cassine il giornale del piemonte riccardo amapane il mercoledì il mio giornale futura Contatti 

futura

L’arte nelle bustine da zucchero: la mostra di Albino CaramazzaTorino Per la maggior parte delle persone le bustine da zucchero sono oggetti usa e getta, a cui dedicare un’occhiata distratta sorseggiando il caffè. Non la pensa così Albino Caramazza, che trasforma questi rettangoli di carta dimenticati in piccole opere d’arte. “Nessuno si rende conto che le bustine da zucchero, in realtà, sono creazioni in miniatura. Ognuna di esse è il risultato di una scelta che riguarda forma, taglio, colore, disegni”. Collezionista da sempre, una sera del 2007 arriva l’ispirazione grazie all’immagine di Arlecchino “Ho pensato: perché non usare questi piccoli pezzetti di carta per creare qualcosa di nuovo? – racconta l’artista – da giovane facevo ritratti in bianco e nero con il carboncino. Disegnavo quando mi sentivo triste, nei momenti in cui non ero sereno. Perchè a questo serve l’arte: a sorridere”.Nel 2011 Albino Caramazza organizza la sua prima mostra personale al Gustoynscatole a Torino, poi alla Stua e alla Galleria Bacicin di Ceriale. Un anno dopo arriva il riconoscimento grazie alla partecipazione a Paratissima, la fiera degli artisti indipendenti che si svolge ogni anno a Torino. Da venerdì 13 febbraio Albino Caramazza espone al Chiostro della Chiesa S.S Annunziata, in via Po 17. Molte le opere, frutto sia di idee personali sia di riproduzioni, tutte composte con bustine da zucchero originali: da Lupo Alberto a Giuseppe Verdi, dal «Il sogno» di Picasso alla cassiera del cinema Romano. Nel corso del week end sono state un migliaio le persone che, spinte dalla curiosità, sono entrate a vedere la mostra. «Un omaggio al riciclo creativo, quando dalla semplicità di un oggetto comune nasce un soggetto da incorniciare» scrive Giulia sul libro delle dediche all’ingresso. «Interessantissimo» aggiunge una bambina, piccola visitatrice. «Riuscire a far sorridere: ecco la mia soddisfazione più grande» racconta l’artista.Costanza Formenton Macola 18 febbraio 2015



Albino Caramazza