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IL DOLCE STIL NOVO DI CARAMAZZA"I'mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e quel modo ch'e ditta dentro vo significando". "O frate, issa vegg'io" diss'elli, "il nodo che 'l Notaro e Guittone a me ritenne di qua dal dolce stil novo ch'i' odo!" Tratta dai versi del XXIV Canto del Purgatorio, Dante mette in bocca al rimatore guittoniamo Bonagiunta Orbicciani l'espressione dolce stil novo, divenuto poi un movimento poetico che aveva come obiettivo fondamentale l'amore, incarnata dalla figura femminile angelicata, esaltata da uno stile semplice e vibrante. Questo più di ottocento anni fa ed in ambito letterario. Del tutto diversa è il senso dell'espressione dantesca, da me riutilizzata, per introdurre l'artista Albino Caramazza, il quale utilizzando bustine di zucchero trovate in giro, genera opere pittoriche.La lezione assemblativa dettata dai maestri del Novecento, è radicata in lui come base strutturale d'un linguaggio portato avanti con dovizia e rigore ideologico. Partendo, infatti, dai cubisti, alle rivisitazioni Dada, sino alle riletture del Nouveau Réalisme in Francia o del New Dada negli Stati Uniti, per non parlare dei risultati manzoniani in Italia, il fatto di amalgamare elementi diversi da ciò che è immediatamente Arte, con la A maiuscola, è stata una loro prerogativa, limitandosi però ad originare quella concettualità ancora vigente e dalla quale, con molta difficoltà, stiamo tentando, noi, amatori dell'arte, di ripristinare nel senso della bellezza. E Caramazza, a suo modo, ci è riuscito. Riprende opere celebri del passato realizzate da artisti assoluti come Picasso, Botero, Warhol, Lempicka e le rilegge assemblando bustine di zucchero secondo un processo evolutivo che parte dal fondo della tela sino a ciò che prospetticamente risulta in primo piano. Una sorta di ricerca tridimensionale che riporta in vita icone della cultura contemporanea secondo una dialettica pop che consente al fruitore di riconoscere nell'immediato e di prenderne successivamente le distanze da ciò che in principio lo aveva colpito. A questo punto scatta lo straniamento: momento sublime di riflessione che porta chiunque a riflettere sul senso stesso dell'arte e delle proprie emozioni messe in gioco dalla ratio. Un linguaggio semplice e vibrante, appunto, che fino al 29 maggio sarà possibile ammirare, presso lo Studio Laboratorio di Anna Virando, attenta osservatrice di questi talenti contemporanei che segnano, con il loro passaggio, il solco per l'arte di domani.Andrea Domenico Taricco 18 maggio 2012



Albino Caramazza